Poco mi alLetta

Un ex PPI Margerita e soprattutto nipote di Gianni. L’inciucione cattolico non porterà nulla di buono e soprattutto non durerà molto. In sintesi, non cambia nulla, come al solito.

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Beppe come Oronzo

Napolitano in porta, è il capitano. Cerca di portare al termine la partita come se fossimo 0-0, ma la sua Longobarda sta perdendo e la retrocessione è quasi inevitabile. Beppe è li in panchina che scalpita, vorrebbe giocare, ma insulta tutti i giocatori. Violante Quagliariello Giorgetti e Mauro, 4 politici in difesa, Giovannini Pitruzzella Rossi Bubbico e Milanesi centrocampo a 5 con gli economisti che si inseriscono, e Onida il costituzionalista la punta di peso. Un 4-5-1 bello coperto sulla difensiva, per portar via lo 0-0 a fine mandato, tanto Giorgione la fascia gliela da a qualcun’altro, sperando che non sia B. Un 4-5-1 che sa di 5-5-5 di oronziana memoria, il caos dove nessuno sa che fare e la palla la si palleggia un po’ qua un po’ la. Altro che forze fresche, altro che governo, altro che presidente…Beppe può solo vantarsi di aver detto prima che non c’era alcuna speranza, ma la sua tattica non porta da nessuna parte…neanche dopo…per salvare sto paese (crisi o non crisi – girati 7 ristoranti tutti pieni il giorno di pasquetta) ci vorrebbe veramente un nuovo Aristoteles…

I soliti idioti

Elezioni politiche che compie ampiamente previsto non faranno emergere nessun governo, unica possibilità – seggi alla mano – PD + SEL + M5S. Una accozzaglia incomprensibile, Grillo o i suoi parlamentari dovranno decidere se fare un governo (che poi cadrà inevitabilmente per differenze ideologiche evidenti) o ostracizzare laqualunque e/o votare legge per legge, finchè la lobby a cui fanno capo non deciderà dove spostarsi, e avremo altri scilipoti e mastella, potete starne certi.

Ma i soliti idioti che hanno votato – ancora – nonostante tutto quello che si è detto scritto fatto – misfatto – hanno sprecato una grande opportunità, in una pallida domenica fredda e nevosa, per starsene a casa al calduccio.

 

Cogliandri

Rivedendo in terza serata le puntate della fiction all’italiana, una commedia col poliziotto, con il lieto fine, tipico mini serial tv…mi rendo conto del meccanismo che scatta nell’immedesimarsi dello spettatore nel protagonista, un italiano medio ma a suo modo diverso dagli altri – figo cazzaro e sfigatone, a suo modo astuto e sentimentale pieno di storie le più disparate ma credibili – e penso che un bisogno dell’uomo di oggi sia quello di sentire storie nuove, storie di cui si parlerà ovunque, con i ricami all’italiana. Siamo un popolo di cogliandri a volte e di schettini ne escono ogni giorno. Ci facciamo prendere per il culo ma pensiamo di essere più bravi di altri. Anche a sproposito, senza mai aver visto nulla degli altri. A noi che va bene lo stesso e a noi che ridiamo degli altri per non piangere di noi stessi.

Game Over, Insert coin to play again

Finisce il quarto governo Berlusconi, quello che nella storia della Repubblica ha avuto la maggioranza piu’ grande in Parlamento, quello che nella storia è stato il piu’ populista e ha fatto meno per il popolo, quello piu’ nefasto, quello della casta, della p2, 3 e 4, quello di Ruby, di Scajola, di Bondi sotto cui crollano le macerie, come a l’Aquila con Bertolaso, quello di cui la stampa ha parlato di piu’. Il liberista non liberale ma libertino caduto per merito del mercato. Per salvare il suo salvabile, mentre la barca Italia affonda e della Terza classe non si occupa piu’ nessuno.

Curioso vedere Mari-o-Monti, il banchiere tecnocrata dell’economia dell’Euro, uno di quelli della cricca che ha causato l’instabilità degli spreads, che hanno accentuato paure e immobilismo di un economia che ha bisogno di processi di svolta nei suoi modelli di fare business e generare benessere per tutti i cittadini, con piu’ equità, una nuova Mari-o-netta dopo che l’altra, un Arlecchino, ha il volto emaciato e sfinito da 20 anni di teatrino.

Sarà molto difficile scardinare tutto l’impianto creato, sarà molto difficile finchè chi tira i fili agisce con potere enorme, indisturbato e strafottente, dietro le quinte.