La Sediata

Una sediata diversa dal solito.
Ci ricordavamo come una volta c’erano le grandi compagnie (e gli anni d’oro del grande Real, gli anni di Happy Days e di Ralph Malph, gli anni in motorino sempre in due) e come una volta, al nostro luogo di ritrovo, ci si fermava anche tutta la sera a parlare, ci si organizzava con carte e tavolino, si partiva e si tornava li per ogni sera del weekend, si andava li anche solo perchè c’era qualcuno con cui scambiare due chiacchere se proprio proprio alla tv non c’era niente di interessante.
 
E oggi ? Si organizza all’improvviso una sediata, (Ros và pigghià a seggia o Uè Nì ciapa la cadrega), mentre passiamo di li in scapottabile
 
L’idea della spinatrice è buona. 
 
Quella dell’affitto da rivedere.
 
Quella dei ravioli in USA o Russia dipende da quanti agganci hai con la mafia.
 
La mia impressione è che, paesanotti, faremo una fatica tremenda a lasciare tutto e partire per nowhereland
 
Ma mai dire mai, specialmente se questo paese diventasse una piccola Cina.
 
E infatti sempre più, a piccoli passi, ci si avvi-Cina.
 
Servirebbe proprio Una Sediata!
 
 
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